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17 maggio 2008, ultimo giorno d'esistenza di questo "website". Grazie della vostra fedeltà !

ghghghgfhAttualità sui Cristiani perseguitati

Aggiornato il 17 Maggio 2008
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ROMA - La Chiesa cattolica chiede il rispetto della libertà religiosa

Intervista al Direttore editoriale di "Mondo e Missione", Gerolamo Fazzini di Antonio Gaspari

ROMA, martedì, 29 aprile 2008 (ZENIT.org).- Il numero di aprile di “Mondo e Missione”, il mensile del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) dedica un servizio speciale di 16 pagine al tema della libertà religiosa, intitolato “Diritto di credere, diritto di vivere. La libertà religiosa sfida la politica”.
Utilizzando i dati forniti delle Nazioni Unite e dal Dipartimento di Stato americano, la rivista del PIME ha stilato una “Classifica sulla libertà religiosa negata”.
Iran, Arabia Saudita, Afghanistan e Pakistan, sono i 4 Paesi musulmani in testa alla poco onorevole classifica degli Stati nemici della libertà religiosa nel mondo.
Tra gli altri 10 Paesi più contrari alla libertà religiosa spiccano – oltre ad altri Stati a maggioranza islamica, come Bangladesh, Egitto, Turchia e Nigeria – una serie di Stati a guida comunista o socialista come Cina, Laos, Myanmar e Corea del Nord.
Per meglio comprendere i criteri e le ragioni che stanno alla base dello studio condotto da “Mondo e Missione”, ZENIT ha intervistato il Direttore editoriale, Gerolamo Fazzini, che è anche Coordinatore della FESMI (Federazione stampa missionaria italiana).

Qual è la situazione dei cristiani nei Paesi dove sono maggiori le violazioni alla libertà religiosa?

Fazzini: Difficile riassumere in poche parole una situazione complessa. Sinteticamente possiamo parlare, per quanto concerne i Paesi musulmani (Iran, Arabia Saudita, Afghanistan e Pakistan), di una condizione che oscilla fra l’esplicita persecuzione, a livello pratico, e la pesante discriminazione, sancita dalla legge.
I Paesi socialisti e comunisti (Cina, Corea del Nord, Myanmar e Laos), dal canto loro, in comune hanno normative assai rigide, che considerano la libertà di esprimere la propria fede pubblicamente come una concessione dello Stato e non come un diritto originario della persona.
Aggiungo che i cristiani sono vittime di un ostracismo culturale, legato a filo doppio alle vicende politiche (la guerra in Iraq e il conflitto israelo-palestinese): in molti contesti islamici, infatti, essi sono considerati strumentalmente dalle autorità nemici dell’islam in quanto “occidentali” o “crociati”; generalmente - invece - tra la gente comune i rapporti sono di tutt’altro segno.
Nel caso della Cina resiste, purtroppo, un pregiudizio anti-cristiano che considera il Vangelo una sorta di “prodotto di importazione” arrivato dall’Occidente non più di 400 anni fa (con Matteo Ricci), mentre è risaputo che la presenza di missionari cristiani in Cina è attestata fin dall’VIII secolo d.C.
[...] Continua....

MALAYSIA - Per l'uso della parola Allah, il settimanale cattolico porta il governo in tribunale

Domani la prima udienza del processo che vede imputato il governo federale per violazione della libertà di espressione e religione. L’arcidiocesi di Kuala Lumpur aveva denunciato le autorità dopo il divieto imposto al giornale sull’uso della parola “Allah”. Mons. Pakiam: la legge è dalla nostra parte.

Kuala Lumpur (AsiaNews 28/04/08.) – È stato aggiornato a domani, 29 aprile, il processo che vede contrapposti il governo della Malaysia e l’arcidiocesi di Kuala Lumpur, che rivendica il suo diritto di usare la parola “Allah” nel settimanale cattolico, Herald. Tra dicembre e gennaio scorso, il caso aveva sollevato forti polemiche e le accuse di minoranze e attivisti alle autorità malaysiane, colpevoli di violare la libertà d’espressione e di religione.
Il braccio di ferro sull’uso della parola ‘Allah’ è solo un altro capitolo delle difficoltà in cui si trova il Paese a maggioranza musulmana, dove una Costituzione laica è affiancata all’attività delle corti islamiche incaricate di applicare la sharia. Il 10 dicembre il ministero per la Sicurezza interna – che sovrintende ai permessi per i media – aveva proibito la pubblicazione della sezione in lingua malay dell’Herald e aveva messo in guardia il giornale dall’usare la parola “Allah” per definire il Dio cristiano, rivendicandone l’uso solo per i musulmani. P. Andrew Lawrence, il direttore, era stato costretto ad accettare l’imposizione, ma l’arcidiocesi ha deciso di denunciare il governo.
L’arcivescovo della capitale, mons. Murphy Pakiam, sostiene che il ministro della Sicurezza interna e il governo federale stanno sbagliando. “Abbiamo il diritto di usare la parola ‘Allah’ e questo diritto ha le sue radici nell’art. 10 della Costituzione (libertà d’espressione) e nell’art. 11 (libertà di praticare la propria religione)”, spiega lo stesso presule in un articolo del prossimo numero dell’Herald. Mons. Pakiam riferisce inoltre di ricevere continue pressioni dal governo per conformarsi alle “direttive”. Allo stesso tempo arrivano numerose anche le minacce, che hanno creato un clima di “apprensione”. Il vescovo conclude definendo “irragionevole e irrazionale” la giustificazione del ministero secondo cui l’uso della parola “Allah” sia una “questione di sicurezza interna, perché può creare confusione e danneggiare l’ordine pubblico”. In 13 anni di pubblicazione – aggiunge – nessun articolo dell’Herald è stato causa di incidenti.

NIGERIA - musulmani in rivolta attaccano cristiani

VERONA - La missione evangelica Porte Aperte riferisce di attacchi perpetrati da nigeriani musulmani ai danni della comunità cristiana di Kano (Nigeria), a causa di una scritta blasfema attribuita a un cristiano.

Centinaia di musulmani si sono riversati per le strade di Kano, Nigeria settentrionale, domenica 20 aprile, convogliando la loro rabbia verso i cristiani e i loro negozi, incendiando auto e scandendo slogan minacciosi nei confronti di un cristiano che avrebbe insultato il profeta Maometto.

Migliaia di cristiani sono rimasti intrappolati nelle chiese finché la polizia ha disperso i dimostranti. Nel timore di nuovi attacchi, molti cristiani si sono rifugiati nelle caserme dei militari e della polizia in tutta la città. Un cristiano non ancora identificato è accusato di aver imbrattato il muro con una scritta offensiva nei riguardi del profeta dell'Islam.

Secondo quanto riferito, i musulmani in un mercato del distretto Sabon Garia di Kano, lo hanno aggredito. «Grazie a Dio - spiega Porte Aperte - è intervenuta la polizia che lo ha trasferito in una loro stazione. Una grande folla di musulmani ben presto si è accalcata presso la stazione di polizia, minacciando di darla alle fiamme se i poliziotti non avessero consegnato loro il presunto blasfemo per poterlo lapidare secondo le prescrizioni della sharia (legge islamica)».

Nell'ultimo anno sono stati denunciati quattro casi di blasfemia con false accuse nello stato di Kano, tre nelle scuole superiori e quest'ultimo in un mercato rionale. Evangelici net 24/04/08.


PERSECUZIONE - Persecuzione Elenco dei paesi "cativi"

Open Doors, in Italia rappresentata da Porte Aperte Italia, ha pubblicato la lista dei paesi dove è estremamente rischioso professarsi cristiano. In testa alla classifica del 2008 la Corea del Nord, seguita dall'Arabia Saudita.
Ecco l'elenco dei paesi che più di altri perseguitano i cristiani:

1. Corea del Nord
2. Arabia Saudita
3. Iran
4. Maldive
5. Bhutan
6. Yemen
7. Afghanistan
8. Laos
9. Uzbekistan
10. Cina



La mappa della persecuzione dei cristiani nel mondo (Parte I) cliccate qui...
La mappa della persecuzione dei cristiani nel mondo (Parte II)... cliccate qui...


Per altri casi di persecuzione, vogliate rivolgervi al seguente indirizzo: Cliccate qui.

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fgfd Chi siamo?



Solidarietà Internazionale Trinitaria è un organismo dell’ordine della Santissima Trinità, nato otto secoli fa per liberare gli schiavi specie coloro che sono perseguitati a causa della loro fede.

S I T s’impegna a incarnare il carisma trinitario nel campo specifico della liberazione.

S I T opera in favore di coloro che sono ridotti in schiavitù e sono oppressi ed esclusi o soffrono persecuzione a causa della loro fede religiosa, della fedeltà alla loro coscienza o per la loro fedeltà a Cristo e ai valori del Vangelo.

S I T opera con mezzi pacifici e nel rispetto della libertà e della dignità delle persone; favorisce il dialogo e la tolleranza ed è aperto alla partecipazione e collaborazione con organismi non governativi (ONG) o di altre confessioni religiose o di qualunque altro tipo che operano per gli stessi obiettivi.

S I T è aperto a tutti. Ne fanno parte gli istituti e il laicato della Famiglia trinitaria, ma anche le persone e gli organismi che accettano i suoi principi e obiettivi, ne fanno domanda e ricevono un accordo dal Ministro generale dell’Ordine (Statuti n° 4)

Preghiera, riflessione e azione,
per liberare gli oppressi di oggi e
per un mondo più libero domani.

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Messaggio :

SPECIALE FIDES - Gli operatori pastorali uccisi nel 2007

Città del Vaticano : Agenzia FIDES - 29 dicembre 2007
ELENCO DEGLI OPERATORI PASTORALI SACERDOTI, RELIGIOSI, RELIGIOSE E LAICI UCCISI NELL'ANNO 2007


"La storia di Stefano dice a noi molte cose. Per esempio, ci insegna che non bisogna mai disgiungere l'impegno sociale della carità dall'annuncio coraggioso della fede. Era uno dei sette incaricato soprattutto della carità. Ma non era possibile disgiungere carità e annuncio. Così, con la carità, annuncia Cristo crocifisso, fino al punto di accettare anche il martirio. Questo è la prima lezione che possiamo imparare dalla figura di santo Stefano: carità e annuncio vanno sempre insieme. Soprattutto, santo Stefano ci parla di Cristo, del Cristo crocifisso e risorto come centro della storia e della nostra vita. Possiamo comprendere che la Croce rimane sempre centrale nella vita della Chiesa e anche nella nostra vita personale. Nella storia della Chiesa non mancherà mai la passione, la persecuzione... Ma anche nella nostra vita la croce, che non mancherà mai, diventa benedizione. E accettando la croce, sapendo che essa diventa ed è benedizione, impariamo la gioia del cristiano anche nei momenti di difficoltà. Il valore della testimonianza è insostituibile, poiché ad essa conduce il Vangelo e di essa si nutre la Chiesa".

ELENCO DI QUANTI IMPEGNATI NEL LAVORO MISSIONARIO
SONO STATI UCCISI NELL'ANNO 2007


Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Come di consueto, alla fine dell'anno l'Agenzia Fides pubblica l'elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel corso del 2007. Secondo le informazioni in nostro possesso, quest'anno sono stati uccisi 21 tra sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi, tre in meno rispetto all'anno precedente e quattro in meno rispetto a due anni fa.
Come sempre negli ultimi tempi, il conteggio di Fides non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutti gli operatori pastorali morti in modo violento o che hanno sacrificato la vita consapevoli del rischio che correvano, pur di non abbandonare il proprio impegno di testimonianza e di carità. "Non bisogna mai disgiungere l'impegno sociale della carità dall'annuncio coraggioso della fede... carità e annuncio vanno sempre insieme" ha ricordato Papa Benedetto XVI delineando la figura di Santo Stefano (udienza generale del 10 gennaio 2007).

Non usiamo di proposito il termine "martiri", per non entrare minimamente in merito al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare su alcuni di loro, e anche per la scarsità di notizie che, nella maggior parte dei casi, si riesce a raccogliere sulla loro vita e perfino sulle circostanze della loro morte. Li proponiamo comunque al ricordo ed al suffragio di tutti, proprio perché il sacrificio della loro vita non sia dimenticato, e perché ognuno di loro, in misura diversa, ha offerto il suo contributo alla crescita della Chiesa in diverse parti del mondo.

Come ha recentemente ricordato Papa Benedetto XVI, "Se amare Cristo e i fratelli non va considerato come qualcosa di accessorio e di superficiale, ma piuttosto lo scopo vero ed ultimo di tutta la nostra esistenza, occorre saper operare scelte di fondo, essere disposti a radicali rinunce, se necessario sino al martirio. Oggi, come ieri, la vita del cristiano esige il coraggio di andare contro corrente, di amare come Gesù, che è giunto sino al sacrificio di sé sulla croce." (Visita pastorale a Velletri, 23 settembre 2007).

Tutti questi operatori pastorali senza dubbio avevano fatto una scelta radicale: essere testimoni dell'Amore di Dio in realtà spesso dominate dalla violenza, dal degrado, dalla povertà materiale e spirituale, dalla mancanza di rispetto della dignità e dei diritti dell'uomo. Anche quest'anno i corpi senza vita di alcuni di loro sono stati trovati ore o giorni dopo il decesso, vittime - almeno in apparenza - di aggressioni, rapine e furti che colpiscono indiscriminatamente la popolazione presso cui prestavano il loro servizio pastorale e che vengono sempre più spesso denunciati a voce alta dalla Chiesa locale e dalle Conferenze Episcopali. E' il caso del missionario novantenne p. Mario Bianco, morto a Manizales (Colombia) in seguito alle conseguenze di una aggressione di alcuni banditi alla ricerca di soldi e oggetti di valore. O ancora di p. Fernando Sanchez Duran, parroco nei pressi di Città del Messico, noto per il suo impegno a favore dei giovani tossicodipendenti, sequestrato e ucciso, mentre dalla parrocchia sono scomparsi con lui un'automobile, un televisore ed un computer. Il missionario padre Ricardo Junious, è stato rinvenuto all'interno della casa canonica della parrocchia con mani e piedi legati, morto per strangolamento e con evidenti segni di tortura. Molto apprezzato per il suo impegno missionario, per il suo zelo pastorale e per l'assistenza ai poveri, si era particolarmente impegnato per contrastare il traffico di droga e la vendita degli alcolici ai minorenni.

Ricordiamo ancora P. Allard Msheyene, dei Missionari Oblati di Maria Immacolata (OMI), Sudafricano, ucciso in seguito all'aggressione subita per il furto della sua automobile. Le rapine stradali in Sudafrica sono una vera piaga: oltre 12mila all'anno, con un picco di 16 mila registrato nel 1998. Un altro esempio di altruismo e di generosità viene da D. Nicholaspillai Packiyaranjith, coordinatore del "Jesuit Refugee Service" nel distretto di Mannar (Sri Lanka), che è rimasto ucciso dall'esplosione di una bomba piazzata sulla strada che il sacerdote percorreva per portare assistenza al campo rifugiati e all'orfanotrofio di Vidathalvu.

Come dimenticare poi la testimonianza dell'unica religiosa morta violentemente nel 2007, Suor Anne Thole, che non è stata uccisa dalla mano dell'uomo, ma ha sacrificato la sua vita nel tentativo di salvare quella degli altri. Dopo aver messo in salvo cinque malati di Aids dall'incendio che stava distruggendo la struttura dove erano ricoverati, suor Anne è voluta tornare indietro per portare fuori anche gli altri tre, ma il soffitto è crollato uccidendola. "Possiamo ancora salvarne qualcuno" sono state le sue ultime parole mentre si avventurava tra le fiamme.
Continua...

Benedetto XVI
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Forum

Forum : E’ un punto di formazione, di informazione e di sensibilizzazione dove è bello condividere le proprie conoscenze, per avanzare verso azioni concrete che tutti auspicano. I Trinitari, per otto secoli, hanno operato per la liberazione dei cristiani perseguitati, soprattutto a causa della loro fede.

Tutto questo ci induce a porci le seguenti domande:

1.1 – Qual è il tuo punto di vista sulla libertà religiosa?
1.2 – Essendo portatori del Vangelo e dovendo rimanere fedeli alla dottrina cristiana, come riusciremo a rispettare la libertà di cultura e di religione, onde evitare ogni forma di oppressione?


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Preghiera del giorno

gfhfghgfhPREGHIERA PER LE VOCAZIONI

Gesù, Figlio di Dio, in cui dimora la pienezza della divinità,

Tu chiami tutti battezzati "a prendere il largo", percorrendo la via della santità.

Suscita nel cuore dei giovani il desiderio di essere nel mondo di oggi testimoni della potenza del tuo amore.

Riempili con il tuo Spirito di fortezza e di prudenza che li conduca nel profondo del mistero umano perché siano capaci di scoprire la piena verità di sé e della propria vocazione.

Salvatore nostro, mandato dal Padre per rivelarne l'amore misericordioso, fa' alla tua Chiesa il dono di giovani pronti a prendere il largo, per essere tra i fratelli manifestazione della tua presenza che rinnova e salva.

Vergine Santa, Madre dei Redentore, guida sicura nel cammino verso Dio e il prossimo, Tu che hai conservato le sue parole nell'intimo del cuore, sostieni con la tua materna intercessione le famiglie e le comunità ecclesiali, affinché aiutino gli adolescenti e i giovani a rispondere generosamente alla chiamata del Signore. Amen.

Del Santo Padre Giovanni Paolo II

Vangelo

Domenica 11 Maggio 2008




Domenica di Pentecoste

«Li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio» (At 2,11)»

Il giorno di Pentecoste rivela la cattolicità della Chiesa, la sua universalità. Lo Spirito Santo manifesta la sua presenza con il dono delle lingue. Rinnova così, invertendolo, l'avvenimento di Babele (Gen 11), cioè l'espressione della superbia degli uomini che vogliono diventare come Dio e costruire con le proprie forze, cioè senza Dio, un ponte verso il cielo, la torre di Babele. Tale superbia provoca le divisioni nel mondo ed erige i muri della separazione. A causa della superbia, l'uomo riconosce solo la propria intelligenza, la propria volontà, il proprio cuore; per questo fatto non è più capace di capire il linguaggio degli altri, né di ascoltare la voce di Dio.

Lo Spirito Santo, l'amore divino, capisce, e rende capace di capire le lingue; egli crea l'unità nella diversità. Così, fin dal suo primo giorno, la Chiesa parla in tutte le lingue. È di primo acchito cattolica, universale. Esiste proprio il ponte fra il cielo e la terra: questo ponte è la croce, ed è l'amore del Signore ad avere costruito questo ponte. La costruzione di questo ponte supera le possibilità della tecnica. L'aspirazione  di Babele doveva e deve fallire; solo l'amore incarnato di Dio poteva rispondere a tale aspirazione...

La Chiesa è cattolica fin dal primo momento della sua esistenza; essa abbraccia tutte le lingue. Il segno delle lingue esprime un aspetto importantissimo di una ecclesiologia fedele alla Scrittura: la Chiesa universale precede le Chiese particolari, l'unità viene prima delle parti. La Chiesa universale non è una fusione secondaria delle Chiese particolari; è la Chiesa universale, cattolica, a generare le Chiese particolari, e queste non possono rimanere delle Chiese se non in comunione con la cattolicità. D'altronde, la cattolicità esige la molteplicità delle lingue, la messa in comune e l'armonizzazione delle ricchezze dell'umanità nell'amore del Crocifisso. 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 20,19-23.

Vangelo del Giorno
Commento al vangelo :Cardinale Joseph Ratzinger [Papa Benedetto XVI]

Messaggi S.I.T.


LA COREA DEL NORD



L’indice di persecuzione 2007 fa vedere a che punto i nostri fratelli e le nostre sorelle soffrono in certe regioni del mondo.

La Corea del Nord si trova in testa alla lista seguita dall’Arabia Saudita, dall’Iran, dalla Somalia e dalla Maldive. Seguono lo Yemen, il Butan. il Vietnam, il Laos e l’Afghanistan.

Per il quinto anno consecutivo, la Corea del Nord arriva in testa alla classifica mondiale delle persecuzioni. Nessun altro paese tratta i cristiani come questo.

Nel 2006 i mass-media si sono focalizzati sul paese, ma per la popolazione nord-coreana non è cambiato nulla.

Nel 2006, il regime ha lanciato missili e testate nucleari, il che significa un nuovo irrigidimento politico del paese.

Noi siamo riusciti ad ottenere ulteriori informazioni che ci dicono che ci sono stati più cristiani arrestati nel 2006 che nel 2005. Ci sono sempre persone detenute in campi di lavoro e la vita quotidiana nella Corea del Nord è semplicemente disumana.

Tra i 50.000 e i 70.000 cristiani soffrono attualmente reclusi nei campi. Molti vengono torturati. I nord-coreani non esitano a rischiare la propria vita tentando di rifugiarsi in Cina. Una volta attraversata la frontiera, molti si sono convertiti dopo essere stati a contatto con dei cristiani.

Alcuni cristiani, convertiti da poco, tornano nel loro paese per condividere il messaggio del Vangelo. Il cristianesimo è considerato come un messaggio serio per la stabilità del paese.

Il regime ha organizzato una caccia ai cristiani in tutto il paese e in particolare nei confronti di coloro che dalla Cina tentano di tornare nel paese. Molti di loro sono stati arrestati, torturati, ed anche uccisi.

Tuttavia, nonostante le difficoltà incontrate, i cristiani si impegnano nella Chiesa locale, Corpo del Cristo e tengono duro nel corso di questa epoca di persecuzione crudele

(Porte Aperte 2007)


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